A. Una Chiesa con struttura
1. Perché la Chiesa possiede una struttura gerarchica?
Perché è stato Cristo stesso a volerla e istituirla così: scelse liberamente i Dodici apostoli, pose Pietro alla loro guida come roccia visibile e li inviò con l'autorità del suo nome a pascere il suo gregge. La gerarchia non è un organigramma burocratico inventato dagli uomini lungo i secoli, né il risultato della prevalenza di una fazione: promana direttamente dalla volontà del divino Fondatore. La Chiesa è simultaneamente comunione d'amore spirituale e società visibilmente organizzata; e ogni comunità umana ordinata — una famiglia, una nazione, una comunità civile — necessità di chi la guidi con autorità e cura pastorale.
2. Avere una gerarchia significa forse che alcuni battezzati valgono più di altri?
Assolutamente no. Tutti i fedeli battezzati possiedono un'uguale e inalienabile dignità filiale davanti a Dio e sono chiamati alla medesima pienezza della santità. Nella Chiesa l'autorità non è un potere di dominio terreno, bensì una diaconìa, un sacro ministero di umile servizio al popolo di Dio. I titoli ecclesiali più insigni sono titoli di dedizione: il Papa stesso si definisce solennemente «servo dei servi di Dio» (servus servorum Dei).
3. Chi sono i membri che compongono la Chiesa?
I fedeli si articolano in tre grandi condizioni vocazionali complementari:
- i fedeli laici, che costituiscono la grandissima maggioranza del popolo cristiano, chiamati a santificare le realtà temporali dal loro interno;
- i sacri ministri — diaconi, presbiteri e vescovi —, che formano la gerarchia ministeriale per mezzo del sacramento dell'Ordine;
- i religiosi e consacrati, che testimoniano escatologicamente il Regno dei cieli mediante la professione pubblica dei consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza.
B. Il Papa e i Vescovi
4. Chi è il Papa e qual è la sua missione?
È il Vescovo di Roma e il legittimo successore di San Pietro, al quale Cristo affidò il mandato solenne di confermare nella fede i suoi fratelli e di pascere l'intero gregge della Chiesa universale. È il «perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità» sia dei vescovi che della moltitudine dei fedeli (il Papa). Senza questo punto fermo di unità visibile voluta da Cristo, nel giro di poche generazioni la dottrina si frantumerebbe in mille opinioni soggettive contrastanti, come dimostra con evidenza la storia dolorosa delle comunità che hanno reciso il legame con la Sede apostolica.
5. Che cos'è la successione apostolica?
È la trasmissione sacramentale ininterrotta della missione e dell'autorità degli apostoli ai loro legittimi successori, i vescovi, mediante l'imposizione delle mani nell'ordinazione episcopale. È una catena storica e soprannaturale ininterrotta: ogni vescovo odierno è stato consacrato da altri vescovi, e questi a loro volta da altri prima di loro, risalendo nei secoli fino a toccare fisicamente gli apostoli scelti da Gesù. Grazie alla successione apostolica la Chiesa contemporanea rimane sacramentalmente e fedelmente legata alle sue origini (Scrittura, Tradizione e Magistero).
6. Che cosa significa che la Chiesa è «infallibile»?
Significa che, guidata e assistita dallo Spirito Santo, la Chiesa non può cadere nell'errore dottrinale quando definisce e trasmette le verità essenziali della fede e della morale cristiana. Questo carisma di infallibilità si esercita in modo singolare quando il Papa definisce solennemente ex cathedra un dogma, oppure quando il Collegio dei Vescovi unito al Papa propone una dottrina come definitiva nell'insegnamento universale o in un concilio ecumenico. È essenziale comprendere ciò che l'infallibilità NON significa: non garantisce affatto che il Papa non commetta errori di governo pastorale, di strategia politica o di analisi sociologica, né che gli ecclesiastici siano moralmente perfetti. La storia della Chiesa annovera pagine di debolezze umane, e tuttavia la promessa divina di Cristo non è mai venuta meno: il deposito della fede è giunto intatto fino a noi oggi.
C. Domande frequenti
7. Qual è il ruolo proprio dei laici nella Chiesa?
Un ruolo fondamentale, insostituibile e di primo piano, non certo di semplici comparse o esecutori passivi. La loro vocazione specifica è santificare dall'interno tutte le realtà temporali ed etiche: la vita di famiglia, l'attività professionale e il lavoro, la ricerca scientifica, l'arte, l'economia e l'impegno politico e sociale. I laici non sono «aiutanti di secondo rango del clero»: possiedono una missione apostolica propria, ricevuta direttamente da Cristo Signore nel santo Battesimo e nella Cresima (testimonianza cristiana).
8. Perché soltanto gli uomini possono ricevere l'ordinazione sacerdotale?
Perché Gesù Cristo scelse come apostoli esclusivamente uomini, e ciò pur avendo accanto a sé discepole di fede purissima ed eroica come la sua stessa Madre Santissima e le sante donne che lo accompagnarono fedeli fin sotto la croce quando gli apostoli erano fuggiti. La Chiesa cattolica riconosce in questa scelta libera di Cristo una norma immutabile che è tenuta a custodire, dichiarando ufficialmente di non possedere alcuna autorità per modificarla. Non si tratta di una graduatoria di dignità umana — che è identica e sublime nell'uomo e nella donna —, bensì di fedeltà sacramentale all'istituzione del Salvatore (Ordine sacerdotale).
9. Come vivere la filiale unione con il Papa e con i pastori della Chiesa?
Con profondo rispetto cristiano, assidua preghiera per la loro persona e per il loro ministero, e un autentico spirito di comunione ecclesiale, anche quando possono non coincidere tutte le preferenze personali o le sensibilità temporali. Davanti a un dubbio o a una perplessità: formarsi con serietà dottrinale, chiedere consiglio a sacerdoti saggi ed evitare con cura la critica pubblica o la mormorazione distruttiva. L'unità sincera e obbediente con il Papa e con i vescovi è il segno tangibile e luminoso dell'unità per la quale Cristo pregò ardentemente nell'Ultima Cena (obbedienza).