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Omosessualità

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In questo articolo

A. L'omosessualità in generale

1. Che cos'è l'omosessualità?

L'omosessualità e inclinazione sessuale verso persone dello stesso sesso, cioè tra uomini o tra donne. Qui, dicendo omosessualità, abbracceremo entrambi i casi, evitando di parlare di gay e lesbiche per la sfumatura negativa di queste due parole.

2. Chi non è omosessuale?

L'omosessualità e una situazione delicata che conviene chiarire bene per non incorrere in tristi equivoci, poiché qualunque inclinazione sessuale verso lo stesso sesso non è segno di omosessualità. Esempi di persone che non sono omosessuali:
  • Persone con maggiore sensibilità verso la bellezza. Trovano bellezza in entrambi i sessi e questo le attrae. Scoprire bellezza nello stesso sesso non significa omosessualità, poiché quella bellezza esiste davvero, ed è normale che attragga. L'omosessualità autentica include una mancanza di risposta verso il sesso opposto.
  • Persone con maggiore sensibilità verso le manifestazioni di affetto, da chiunque provengano. Anche questo non significa omosessualità.
  • Persone che hanno pensato o compiuto azioni di tipo omosessuale ma eccezionalmente. Dei fatti isolati non danno luogo a una qualificazione stabile.
  • Adolescenti con difetti nel loro processo di maturità. Di solito si correggono facilmente, a meno che il disorientamento venga alimentato.
  • Persone che non hanno esercitato la virtù della castità ma sono dominate dal desiderio di piaceri sessuali e li cercano dappertutto. Per loro e lo stesso razza, età e sesso. Questo non è omosessualità, ma ossessione per il sesso.

3. Come si acquisisce l'omosessualità?

(Una risposta più ampia nella sezione C). Il processo può schematizzarsi così:
  • Un inizio traumatico, un ambiente guasto, una pressione psicologica..., originano un'inclinazione affettiva sbagliata.
  • Questa inclinazione affettiva non viene dominata, ma la si lascia correre in azioni sessuali disordinate.
  • I piaceri sessuali ottenuti riaffermano l'inclinazione per il desiderio di tornare a conseguirli.

4. Come si supera l'omosessualità?

(Una risposta più ampia nella sezione D). L'omosessualità ammette correzione, anche se non è facile ne rapida, perché i disordini sessuali creano dipendenza. Alcune volte sarà necessario rivolgersi a uno psichiatra di fiducia. In generale, si può raccomandare quanto segue:
  • Dominare i desideri sessuali evitando di ripeterli tanto nella realtà quanto nel pensiero, al fine di dimenticare la dipendenza dal sesso. (Sarà più o meno costoso a seconda del grado di incidenza; questo sforzo intenso fa parte del prezzo che bisogna pagare per superare il problema).
  • Se non ci sono stati disordini sessuali, si tratta solo di superare l'inclinazione affettiva correggendo i sentimenti. Ci vorrà costanza e pazienza, finché queste impostazioni andranno dimenticandosi.
  • In ogni caso, le tendenze omosessuali si superano meglio con molto lavoro (per tenere occupata la testa) e con il servizio agli altri (tirando fuori il cuore dall'egoismo e dalla solitudine). I sentimenti di autocommiserazione sono controproducenti.
  • Farà bene anche coltivare la vita spirituale, per ottenere maggiore equilibrio e per chiedere l'aiuto divino.

B. Omosessualità e malattia

1. Una malattia e qualcosa di degradante?

No, no. Tutti gli uomini sono malati in qualche momento della loro vita. La malattia non è desiderabile, ma e inseparabile dalla condizione umana. Un malato non è un essere indegno, ma un essere umano che deve essere curato di più, perché si trova in una situazione delicata.

2. Un uomo difettoso è degno di odio?

No, no. Tutti gli uomini hanno alcuni difetti. Non esiste una razza umana perfetta. I difetti sono difetti e quindi dannosi, ma gli esseri umani restano umani anche se hanno difetti. Non si deve odiare nessuno.

3. E indifferente usare il sesso in un modo o in un altro?

Ci sono due possibilità:
  • Se nel sesso tutto vale e non c'è alcuna limitazione, allora qualunque uso sessuale sarebbe corretto: le pratiche omosessuali, l'adulterio, la fornicazione, il sesso con minori, ecc. Secondo questa impostazione, un uso intelligente del sesso sarebbe la prostituzione, perché avrebbe il vantaggio di procurare denaro.
  • L'altra possibilità e considerare che il sesso ha le proprie norme e non può essere usato in qualunque modo, ne con chiunque. Così si arriva alla conclusione più conforme alla natura umana: il sesso deve essere usato soltanto ogni marito con la propria moglie, con apertura alla vita.

4. L'omosessualità e una tendenza sessuale come un'altra qualunque?

Le tendenze non si distinguono per il fatto di essere tendenze, ma per ciò a cui inclinano. E saranno buone o difettose secondo ciò che tentano di raggiungere. Per esempio, ci sono tendenze all'obesità, al furto, alla musica, all'ira, alla serenità, alla moglie del vicino, al suicidio, ecc. Alcune sono buone e altre conviene dominarle.

5. L'omosessualità e una tendenza buona?

Qui ci sono due possibili risposte.
  • Coloro che pensano che il sesso possa essere usato in qualunque modo considerano corrette le pratiche omosessuali.
  • Coloro che accettano che il sesso abbia le sue proprie norme considerano come regola più basilare che debba essere usato solo da un uomo con una donna. E quindi l'omosessualità e una tendenza che deve essere corretta o dominata. Ovviamente e la posizione ragionevole.

6. L'omosessualità e una malattia?

Anche qui ci sono due possibili risposte.
  • Coloro che pensano che il sesso possa essere usato in qualunque modo considerano l'omosessualità come un modo in più e non desiderano curarsi, ne la chiamano malattia.
  • Coloro che vedono che l'omosessualità e una tendenza anomala la paragonano alle inclinazioni al furto, all'alcol, al gioco... E perciò la considerano un vizio, un difetto o una malattia come la ludopatia o l'alcolismo.

7. Come è meglio considerare l'omosessualità?

  • Considerarla un difetto o un'anomalia ha il vantaggio che si cercherà di correggerla e si eviterà di esercitarla.
  • Vederla come qualcosa di buono non risolve il problema. E non dimentichiamo che essere omosessuale non è qualcosa di gioioso, ma una psico-dipendenza compulsiva.
  • E meglio considerarla una malattia per poter cercare il modo di guarire. E di fatto ci sono psichiatri che ottengono buoni risultati.

8. Che tipo di malattia e?

  • L'omosessualità e un fenomeno puramente psicologico e non può essere cambiata con ormoni. I fattori ghiandolari o ormonali non sono causa dell'omosessualità.
  • Gli omosessuali hanno cromosomi normali. I fattori genetici o ereditari non originano l'omosessualità.
  • L'omosessualità rientra tra le cosiddette nevrosi o disturbi, in questo caso sessuali. (Altre nevrosi sono per esempio i disturbi depressivi, le fobie, l'ansia, la ludopatia, la pedofilia...). Di fatto si cura ricorrendo alla psichiatria e alla psicoterapia.

9. Sintomi comuni alle nevrosi?

Questi disturbi comprendono dubbi, ossessioni, insicurezze e conflitti interiori. In fondo, si osservano questi tratti:
  • complesso di inferiorità.
  • infantilismo; desiderio di richiamare l'attenzione ed essere approvato.
  • egocentrismo mentale.
  • abitudine all'autocommiserazione; tendenza a lamentarsi; autodrammatizzazione: povero me!; sentirsi vittima.
Si ottiene molto miglioramento spezzando i legami dell'autocommiserazione.

C. Come si acquisisce l'omosessualità?

1. Influiscono i genitori?

Qualunque genitore influenza sempre i suoi figli; ma ogni figlio costruisce la propria vita e risponde delle proprie azioni. Gli omosessuali sono responsabili delle loro decisioni, anche se hanno subito influenze:
  • Il padre.- Per un ragazzo, sentirsi apprezzato da suo padre e essenziale per la sua autoconfidenza come uomo. Un padre distante e lontano e una cattiva influenza.
  • La madre.- Una madre iperprotettiva può far si che suo figlio si senta meno virile, ed e anch'essa un'influenza sconveniente, sebbene meno importante di quella del padre.

2. Influisce l'ambiente?

Il rapporto con gli altri ragazzi e un fattore ancora più decisivo. Se il ragazzo entra nel mondo degli altri ragazzi e diventa uno di loro, il pericolo di omosessualità finisce. Invece, se si sente emarginato, il pericolo aumenta. Le prese in giro peggiorano la situazione.

3. C'è colpa propria?

Senza dubbio. Ogni essere umano e libero e può lasciarsi trascinare da una situazione oppure aprirsi una strada propria in un ambiente ostile. Per esempio, influisce anche l'autopercezione che uno ha di se stesso, così come la sua capacità di resistere.

4. Come si radica l'omosessualità?

Il processo continua così:
  • Un complesso continuo di inferiorità genera autocommiserazione e autodrammatizzazione, perché il proprio ego si senta importante: quanto soffro! la mia sofferenza e unica!
  • Un'autocommiserazione reiterata genera un'abitudine e una dipendenza da quella lamentela consolatrice. La maturità della personalità si interrompe in quelle aree dove si radica questa autocommiserazione. E rimane un bambino lamentoso che vive nell'adulto e tiranneggia la mente cercando consolazioni.

5. Come nasce l'erotismo omosessuale?

Il processo omosessuale continua in questo modo:
  • Sorge ansiosamente il desiderio di consolazione in un altro come lui. (Un amore egoistico, come quello di chi cerca soltanto piaceri sessuali). Perché in un altro ragazzo? Per il suo forte desiderio di essere incluso nel mondo degli uomini e di essere apprezzato da loro.
  • Con i piaceri sessuali si acquista una dipendenza maggiore, senza che cessi la dipendenza dall'autocommiserazione e dall'autodrammatizzazione. Si cerca perfino più dolore per alimentare l'autodrammatizzazione e quindi autocommiserarsi di più. Si cerca un altro amante e un altro e un altro ancora, e non si ama nessuno perché si cerca solo il proprio io. E si rompe con gli amanti per continuare a drammatizzare cercandone un altro.

6. Perché la maturità affettiva resta bloccata nell'omosessualità?

  • La maturità affettiva esige uscire da se stessi, mentre l'autoconsolazione concentra il pensiero su di se, e la dipendenza genera un panico a uscirne.
  • Costa uscire da questo circolo perché l'autocommiserazione consola un po'; e si teme di perdere questo appoggio di fronte al proprio complesso di inferiorità.
  • L'affettività resta stagnante in questa situazione dalla quale si ha paura di uscire; e i sentimenti eterosessuali istintivi sono bloccati inconsciamente e non arrivano a maturare. All'interno rimane un bambino autocommiserante e lamentoso che domina e reprime tutto il resto, per non perdere la consolazione dell'autocommiserazione, dalla quale e divenuto dipendente.

7. E male essere una persona compassionevole?

Provare pena per qualcuno è buono se porta a procurargli un bene. Ma se la pena serve soltanto a far stare bene uno con il proprio cuore pietoso, allora c'è il pericolo di desiderare che quella persona continui a stare male, per continuare a provare quella pena che a uno piace.

8. E male compatire se stessi?

Non è male se serve a sforzarsi di più e a cambiare la situazione; ma se uno trova consolazione in questa autocommiserazione può desiderare di mantenere quello stato per continuare a ottenere quella consolazione. L'omosessuale si autocommisera per la sua scarsa virilità, diventa dipendente dalla propria autocommiserazione e senza accorgersene blocca qualunque cosa lo privi di quella consolazione. Inconsciamente desidera continuare a essere poco virile per continuare a provare pena per se stesso. Per questo la guarigione esige di spezzare l'abitudine autocommiserante, e questa rottura e dolorosa.

D. Come si supera l'omosessualità?

1. E meglio accettarla o conviene superarla?

Anche se la si accetta, l'omosessualità mantiene una tensione per nulla piacevole. Molto meglio e superare se stessi e liberarsi da questa situazione.

2. Quali tensioni si sopportano?

Con più o meno varianti, si possono citare alcune tensioni abituali all'interno degli omosessuali:
  • Gli istinti eterosessuali che lottano per emergere e il bambino autocommiserante che non li lascia affiorare. La maturità emotiva che desidera sorgere e l'infantilismo che la reprime.
  • Il complesso di inferiorità e il desiderio di superarlo.
  • L'affanno compulsivo per il sesso e per gli amanti per soddisfazione e consolazione proprie. E il desiderio di amare davvero e di non essere schiavi del sesso.
  • La supplica di attenzione e il desiderio di libertà. L'attaccamento smisurato alla madre e l'affanno di essere grandi.
  • L'autocommiserazione drammatizzante e il desiderio normale di non sentirsi vittima.
  • La difficoltà di relazionarsi con gli altri e il forte desiderio di essere accettati e consolati dagli altri.
  • Non si sentono donne, ne si considerano tra gli uomini. E un uomo adulto, e conserva impostazioni infantili rigide.
Le tensioni sono tante che gli omosessuali guariti di solito affermano di essersi liberati di un peso molto gravoso.

3. L'accettazione guarisce le tensioni?

No, no. L'accettazione dell'omosessualità evita di pensare al problema e ottiene solo un sollievo superficiale. Le tensioni rimangono nel fondo, poiché continua una situazione antinaturale. Si desidera perfino che ci siano tensioni per autodrammatizzarsi e autoconsolarsi.

4. È possibile guarire?

Si. È possibile guarire e di fatto ci sono parecchie persone che ci sono riuscite, e altre che sono migliorate molto. Anche se, se l'omosessualità e molto radicata, la guarigione esige un processo lento che dura vari anni. Qualcosa di simile succede con altre nevrosi: le fobie e i disturbi ossessivo-compulsivi possono guarire, ma il cambiamento non è semplice. È normale che una guarigione impieghi da tre a cinque anni di sforzo, anche se non è una regola fissa e ci sono casi più rapidi di altri.

5. Il matrimonio la guarisce?

No, no. L'omosessualità guarisce quando matura l'affettività. Questo non si ottiene con il matrimonio.

6. Come si supera l'omosessualità?

(Una risposta più ampia nella sezione D). L'omosessualità ammette correzione, anche se non è facile ne rapida, perché i disordini sessuali creano dipendenza. Alcune volte sarà necessario rivolgersi a uno psichiatra di fiducia. In generale, si può raccomandare quanto segue:
  • Dominare i desideri sessuali evitando di ripeterli tanto nella realtà quanto nel pensiero, al fine di dimenticare la dipendenza dal sesso. (Sarà più o meno costoso a seconda del grado di incidenza; questo sforzo intenso fa parte del prezzo che bisogna pagare per superare il problema).
  • Se non ci sono stati disordini sessuali, si tratta solo di superare l'inclinazione affettiva correggendo i sentimenti. Ci vorrà costanza e pazienza, finché queste impostazioni andranno dimenticandosi.
  • In ogni caso, le tendenze omosessuali si superano meglio con molto lavoro (per tenere occupata la testa) e con il servizio agli altri (tirando fuori il cuore dall'egoismo e dalla solitudine). I sentimenti di autocommiserazione sono controproducenti.
  • Farà bene anche coltivare la vita spirituale, per ottenere maggiore equilibrio e per chiedere l'aiuto divino.

7. Come fare?

Alcune linee di azione per guarire l'omosessualità sono:
  • Evidentemente, bisognerà tagliare i contatti omosessuali che rialimentano il problema. Nello stesso modo in cui il tossicodipendente deve rinunciare alla droga se desidera guarire.
  • Conviene individuare il bambino interiore lamentoso e andare eliminando lamentele e drammi.
  • Conviene individuare l'autocommiserazione infantile e andare allontanandola.

8. Un modo pratico di agire?

Un modo molto interessante di superare il bambino interiore e ridere di lui. Così perde importanza. Ridere di se stessi aiuta molto a superare parecchie nevrosi. Per esempio:
  • Si bambino mio, oggi soffri così tanto che lo dichiareranno giorno di lutto nazionale.
  • Si; il tuo caso è così importante che ti alzeranno una statua.
  • In tutto il mondo nessuno soffre tanto. Quanto sei piagnone!
  • Si; hai appena battuto il record mondiale di sofferenza e ti sei guadagnato un biscotto.

9. Altri esempi che aiutano la guarigione?

  • Evitare di richiamare l'attenzione, come fanno i bambini. Affrontare situazioni sconosciute, cosa che ai bambini non piace.
  • Evitare autoindulgenze e coccole.
  • Cercare di servire gli altri, per uscire dall'egocentrismo.
  • Ricordare la filiazione divina, trovando così una consolazione superiore che aiuti a rifiutare le piccole consolazioni.

E. Domande frequenti

1. Come prevenire l'omosessualità?

L'omosessualità si può prevenire tenendo presenti i modi in cui si acquisisce. Aiuta a prevenirla quanto segue:
  • Che i genitori cerchino di essere normali e si interessino ai propri figli nel modo abituale, senza eccessi ne assenze.
  • Che trattino i figli come maschi e le figlie come donne. Per esempio, i maschi di solito sono più attivi e bisognosi di sfogarsi in attività fisica. (Per questo le scuole di ragazzi spendono di più in manutenzione e riparazioni di quelle di ragazze).
  • Allenare figli e figlie a condurre una vita sacrificata senza sentirsi vittime. Non cedere a lamentele e smancerie eccessive.
  • Un'educazione sessuale corretta, non permissiva.
  • A scuola e nelle amicizie: respingere le prese in giro sulla virilità dei ragazzi. Evitare l'isolamento di qualcuno.
  • Favorire il buon umore e una sana umiltà. Incoraggiare a una vita di lavoro e di servizio agli altri.
  • Esigersi, allenarsi nello sforzo e nella resistenza. Fuggire l'autocommiserazione. Fuggire le lamentele continue.
  • Alimentare la vita spirituale, che offrira buoni appoggi per qualunque situazione.

2. Sono paragonabili l'omosessualità e l'alcolismo?

Una persona dalla Spagna propone questo paragone, valido solo in alcuni aspetti:
  • Tanto gli alcolisti quanto gli omosessuali sono esseri umani e meritano il rispetto corrispondente. Questo non significa che ubriacature e relazioni omosessuali siano corrette. Deve esserci comprensione con le persone, ma non tutte le azioni umane sono buone.
  • Tanto l'alcolismo quanto l'omosessualità sono tendenze che devono essere dominate.
  • In entrambi i casi, se uno si lascia andare alla propria inclinazione, gli costa di più controllarsi nelle altre occasioni.

3. L'omosessualità e una tendenza naturale?

Dipende da ciò che si intende per naturale:
  • Se naturale si identifica con spontaneo, allora l'omosessualità si può dire naturale, e lo stesso si può affermare del furto o dell'assassinio quando nascono dal lasciarsi trascinare da una tendenza. In questo senso bisognerebbe dire che non tutto ciò che è naturale - spontaneo - è corretto. Per evitare confusioni, in questi casi è meglio parlare di spontaneo, riservando il termine naturale a quanto segue.
  • Se naturale significa qualcosa di proprio della natura umana, allora l'omosessualità non è un'inclinazione naturale, ma un difetto rispetto a ciò che è naturale. Ciò che è naturale nella sessualità umana e che un uomo sposi la propria donna e abbiano figli. Se non nascono figli, qualcosa non va; se si unisce a varie donne, qualcosa non va bene; ecc.

4. L'omosessualità e un difetto?

L'omosessualità e un'inclinazione opposta a ciò che è naturale nella sessualità umana e quindi difettosa. Ogni persona possiede qualità e difetti vari, per cui avere difetti è normale; ma i difetti sono difetti, non abilita.

5. E l'orgoglio gay?

Qualunque orgoglio e pericoloso, dannoso. Vantarsi di un problema non risolve il problema, ma impedisce di cercare soluzioni. In questo caso, l'orgoglio li invita a riaffermarsi in azioni che deteriorano la loro vita.

6. Questo orgoglio non sarà un modo di migliorare l'autostima?

Probabilmente lo fanno per questo, poiché l'omosessualità include un complesso di inferiorità. Ma l'autostima non migliora con l'autoinganno, bensi con l'accettazione della verità e lo sforzo nel correggersi. La fermezza e la costanza nel dominio di se generano autentica soddisfazione.

7. Si dice che l'omosessualità e un difetto e una malattia. Dalla Colombia domandano: questo e odio e discriminazione? No, non è questo. Dire che una persona ha difetti o malattie non può mai essere discriminatorio, poiché tutti gli esseri umani li hanno.

7. Si dice che l'omosessualità sia un difetto e una malattia. Dalla Colombia chiedono: questo è forse odio e discriminazione?

No, non è affatto così. Dire che una persona ha difetti o malattie non può mai essere considerato discriminatorio, dal momento che tutti gli esseri umani ne hanno.

8. Che cosa dice la Chiesa cattolica riguardo all'omosessualità?

La Chiesa distingue tra persone e azioni. Raccomanda comprensione verso le persone e, allo stesso tempo, avverte che gli atti omosessuali sono gravemente immorali. Lo stesso atteggiamento si osserva nella Chiesa verso altri comportamenti scorretti di tipo sessuale o di qualsiasi genere: comprensione con le persone e chiarezza ferma davanti agli errori, perché non è la stessa cosa agire male o agire bene.

9. Dove si può guarire l'omosessualità?

Ci sono molti psicologi e psichiatri che offrono questo servizio. Vediamo alcuni collegamenti che offrono una panoramica di guarigione:
  • www.narth.com Associazione Nazionale per la Ricerca e Terapia dell'Omosessualità (NARTH). Riunisce migliaia di specialisti.
  • www.pathinfo.org. Con altri collegamenti.
  • Bibliografia.- Alcuni libri da scaricare.
Nota: buona parte dell'articolo si appoggia a questo libro: Van den Aardweg, Gerard J.M., "Homosexualidad y esperanza". Questo psicologo ha guarito quasi un centinaio di omosessuali.

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