Gesù affidò a santa Caterina da Siena le seguenti sublimi parole sull'Eucaristia nel Dialogo della Divina Provvidenza:

Voi ricevete tutta l'essenza divina in quel dolcissimo Sacramento sotto il candore del pane. E come il sole non si può dividere, così tutto Dio e tutto l'uomo non si può dividere in questo candore dell'Ostia. Poniamo che l'Ostia si divida; anche se fosse possibile farne migliaia di frammenti, in ciascuno di essi vi è Cristo intero, tutto Dio e tutto uomo. Così come quando si infrange uno specchio l'immagine riflessa non si spezza ma rimane visibile intera in ciascun frammento; allo stesso modo, spezzando questa Ostia, non si divide né Dio né l'uomo, perché in ogni minima parte vi è il tutto. E non diminuisce affatto in sé stesso, proprio come accade con il fuoco, secondo questo esempio: se tu possedessi una fiamma e tutto il mondo volesse accendere le proprie torce a questa tua fiamma, essa non diminuirebbe affatto e nondimeno ciascuno avrebbe la fiamma intera. È pur vero che vi è chi partecipa di più e chi di meno di questa fiamma, perché ciascuno riceve il fuoco a misura dell'esca e della materia che reca con sé.
E affinché tu comprenda ancor meglio ti propongo un altro esempio: se fossero in molti a portare candele e uno avesse una candela di un'oncia di cera, un altro di due, un altro di sei, e un altro ancora di una libbra o più; e venissero tutti ad accendere le loro candele alla medesima fiamma: è vero che in ciascuna candela accesa, grande o piccola che sia, si vede tutta la fiamma, cioè il calore, il colore e la medesima luce; tuttavia giudicheresti che ha meno luce colui che possiede soltanto un'oncia rispetto a colui che ne possiede una libbra. Così avviene in questo sacramento. L'uomo reca la propria candela, che è il santo desiderio con il quale riceve e assume questo sacramento; ma tale candela in sé stessa è spenta e si accende unicamente quando riceve la divina Eucaristia.
Difatti, quantunque tutti abbiano la medesima materia perché tutti siete stati creati a mia immagine e somiglianza, e come cristiani possedete la luce del santo battesimo, non per questo ciascuno cresce nell'amore e nella virtù nella medesima misura, bensì secondo quanto vi disponete mediante la mia grazia. Non è che voi mutiate la vita soprannaturale che io vi ho donato, ma potete crescere e progredire nell'amore e nella virtù, usando rettamente del libero arbitrio, con fervore di carità finché ne avete il tempo; poiché, terminato il tempo terreno, non lo potrete più fare».
Molte volte santa Caterina vedeva sensibilmente un pargolo divino al posto dell'Ostia consacrata, tenuto tra le mani del sacerdote. Altre volte contemplava un fuoco ardente nel quale le sembrava che il sacerdote celebrante entrasse misticamente nell'istante della santa Comunione. Dipinto appartenente alla collezione del Museo Hiéron di Paray-le-Monial.
Testo e fotografie: esposizione internazionale «I Miracoli Eucaristici nel mondo», del beato Carlo Acutis. Scheda originale su miracolieucaristici.org.