Alexandrina Maria da Costa nacque a Balasar il 30 marzo 1904. All'età di 14 anni, per difendere la propria purezza verginale minacciata da tre uomini malintenzionati che si erano introdotti in casa, non esitò a gettarsi dalla finestra. Le conseguenze fisiche della caduta furono terribili e si manifestarono progressivamente: dopo alcuni anni perse totalmente l'uso delle gambe e rimase per tutto il resto della sua vita, ossia per oltre 30 anni, completamente paralizzata e confinata a letto. Anziché cadere nello sconforto o nella disperazione, decise di offrirsi come vittima a Gesù con queste commoventi parole: «Poiché Tu sei prigioniero nel Tabernacolo e io lo sono nel mio letto per tua santissima volontà, ci faremo dolce compagnia a vicenda».

Da quel momento iniziò a vivere esperienze mistiche di vertiginosa intensità. Dal venerdì 3 ottobre 1938 fino al 24 marzo 1942, per ben 182 volte rivisse visibilmente ogni venerdì tutti i tormenti della Passione del Signore. Dal 1942 fino alla pia morte Alexandrina cessò completamente di assumere cibi o bevande materiali, cibandosi unicamente della divina Eucaristia. Ricoverata nell'ospedale della Foce del Douro a Porto, fu sottoposta per quaranta giorni e quaranta notti a un rigido controllo clinico continuo da parte di un'équipe medica, la quale dovette attestare scientificamente il totale digiuno e l'assenza di secrezioni. Dopo i lunghi anni di paralisi sofferti in riparazione eucaristica e per la salvezza dei peccatori, il 30 luglio 1935 Gesù le disse:
«Ti ho posta nel mondo affinché tu viva unicamente di Me, per testimoniare al mondo intero il valore infinito dell'Eucaristia. [...]. La catena più potente che lega le anime a Satana è la carne, è l'impurità. Non si è mai visto un dilagare di vizi, di malvagità e di delitti come ai giorni d'oggi! Non si era mai peccato così tanto [...]. L'Eucaristia, il mio Corpo e il mio Sangue! Nell'Eucaristia risiede la salvezza del mondo».
Le apparve inoltre la Beata Vergine il 2 settembre 1949, con la corona del Rosario in mano, dicendole:
«Il mondo agonizza e perisce nel peccato. Desidero preghiera, desidero penitenza. Proteggi con questo Rosario tutti coloro che ami e il mondo intero».
Il 13 ottobre 1955, anniversario dell'ultima apparizione della Madonna a Fatima, la si udì esclamare con gioia: «Sono immensamente felice perché me ne vado in Cielo!». Alle 19:30 del medesimo giorno spirò in pace. Sulla sua tomba a Balasar si leggono queste parole volute dalla Beata:
«Peccatori, se le ceneri del mio corpo possono servire a salvarvi, avvicinatevi, passatevi sopra, calpestatele finché non scompaiano. Ma non peccate più; non offendete più il nostro amatissimo Gesù!».
Lettera scritta da Alexandrina.
Testo e fotografie: esposizione internazionale «I Miracoli Eucaristici nel mondo», del beato Carlo Acutis. Scheda originale su miracolieucaristici.org.