Anna Katharina Emmerick nacque in Vestfalia (Germania) l'8 settembre 1774 da una devota famiglia di poveri contadini. Iniziò a lavorare duramente nei campi fin dalla più tenera infanzia. Poco dopo maturò una chiarissima vocazione religiosa e domandò di essere ammessa in diversi monasteri, venendo però ripetutamente respinta perché a motivo della povertà familiare non possedeva la dote richiesta. All'età di 28 anni fu finalmente accolta nel convento agostiniano di Agnetenberg a Dülmen, dove intraprese la vita claustrale con fervore angelico, sempre pronta a sobbarcarsi i compiti più umili e pesanti.

Una notte, mentre era immersa nell'orazione davanti al Crocifisso, le apparve sensibilmente Gesù, che le offrì nella mano destra una corona di rose e nella sinistra una corona di spine. Ella scelse con slancio la corona di spine e il Signore la pose sulla sua fronte: intorno al capo apparvero le prime dolorose stimmate della Passione. Poco tempo dopo, in una successiva visione mistica, comparvero le piaghe cruente alle mani, ai piedi e al costato. Nel 1811 il monastero di Agnetenberg fu soppresso d'autorità dalle leggi napoleoniche di secolarizzazione. Anna Katharina trovò povera ospitalità prestando servizio domestico nella casa di un pio sacerdote a Dülmen.
Poco dopo si ammalò gravemente e fu costretta a rimanere perennemente a letto. Il dottor Wesener, un giovane medico del paese inizialmente scettico, la visitò accuratamente e rimase profondamente scosso dalla realtà prodigiosa delle stimmate: negli undici anni successivi diverrà suo devoto amico e medico curante, tenendo un minuzioso diario clinico è spirituale. Nel frattempo la mistica aveva cessato quasi del tutto di assumere alimenti materiali: qualche goccia d'acqua e la sacra Particola dell'Eucaristia quotidiana furono l'unico sostentamento che la mantenne in vita per lunghi anni. Scrisse e dettò pagine memorabili sull'Eucaristia, della quale era innamoratissima:
«Il mio anelito verso la Santissima Eucaristia era così veemente e irresistibile che di notte scendevo frequentemente dalla mia cella per entrare nella chiesa silenziosa… Spesso mi inginocchiavo e mi prostravo a terra dinanzi al Santissimo con le braccia a croce, venendo rapita in lunghissime estasi divine».
Anna Katharina unì sempre le sue atroci sofferenze a quelle di Cristo crocifisso, offrendole in silenzio per la salvezza e la redenzione delle anime. Il più celebre testimone e biografo della Beata fu il grande poeta e scrittore tedesco Clemens Brentano, il quale trascorse sei anni accanto al suo capezzale trascrivendo fedelmente le sublimi visioni della Passione e della vita della Vergine. Brentano raccolse migliaia di pagine manoscritte, molte delle quali ancora oggetto di studio. In uno dei suoi brani più toccanti scrisse: «Anna Katharina si erge come una croce al margine di una strada maestra, per indicare la retta direzione ai pellegrini smarriti. Tutto ciò che ella pronuncia è breve, semplice, ricolmo di abissale profondità, di calore e di vita. Io comprendevo ogni cosa. Sempre lieta, affettuosa, nobilissima, meravigliosa; perennemente inferma e agonizzante, e al tempo stesso fresca, pura, delicata, provata e risanata. Sedere accanto al suo letto significava trovarsi nel luogo più bello del mondo».
Testo e fotografie: esposizione internazionale «I Miracoli Eucaristici nel mondo», del beato Carlo Acutis. Scheda originale su miracolieucaristici.org.