Durante il suo secondo periodo di docenza a Parigi, san Tommaso d'Aquino si trovò al centro di un'accesa disputa teologica tra i maestri dell'Università della Sorbona sul mistero del Sacramento dell'Eucaristia. Se da una parte i sensi corporei percepiscono chiaramente la permanenza degli «accidenti» (il colore, il sapore, la consistenza, la quantità e le dimensioni esteriori del pane e del vino eucaristici), dall'altra parte la fede rivelata proclama che nel Sacramento sono realmente e sostanzialmente presenti il Corpo e il Sangue di Cristo, il che sembrava condurre a un'insormontabile antinomia filosofica.

I teologi parigini erano divisi tra l'evidenza empirica e la professione di fede. Decisero pertanto di rimettere concordemente la questione a san Tommaso, di cui avevano già ammirato l'eccelsa profondità filosofica e la santità di vita. Ciascuna fazione redasse per iscritto le proprie argomentazioni consegnandole al Dottore Angelico. Egli si raccolse in prolungata orazione e contemplazione:
come era sua pia consuetudine, cominciò a pregare con intensissima devozione. Poi mise tutto per iscritto nella forma più limpida, breve e profonda che la sua mente illuminata scopriva e che Dio gli ispirava.
Rientrò quindi nella chiesa conventuale e, accostatosi all'altare, depose le sue pergamene scritte sotto lo sguardo del Crocifisso, pregando così:
Signore Gesù, veramente presente e mirabilmente operante in questo santo Sacramento, io ricerco unicamente la tua verità per insegnarla rettamente senza ombra di errore. Ti supplico pertanto con tutto il cuore: concedimi questa grazia. Se le cose che ho scritto intorno a te e con il tuo divino aiuto sono vere, fa' che io possa annunciarle e insegnarle pubblicamente. Se invece vi è alcunché di difforme dalla verità rivelata o estraneo all'ineffabile mistero di questo Sacramento, impediscimi di proporre ciò che potrebbe deviare chicchessia dalla fede cattolica.
Questa era l'umilissima preghiera del grande teologo, che sentiva la gravissima responsabilità verso i discepoli e verso la Chiesa. Frate Reginaldo da Piperno, suo fedele segretario, e altri confratelli ebbero la grazia di osservare segretamente san Tommaso in adorazione: videro il Crocifisso animarsi e Gesù apparire sensibilmente sopra la pergamena. Il Signore, indicando gli scritti di Tommaso, esclamò:
«Hai scritto bene di me, Tommaso, su questo Sacramento del mio Corpo; e rettamente, secondo la verità divina, hai risolto il problema che ti era stato proposto, nella misura in cui un uomo mortale può comprenderlo e definirlo quaggiù sulla terra».
Tommaso, inondato di riconoscenza e piangendo di gioia, si prostrò a terra in profondissima adorazione davanti al Signore.
Testo e fotografie: esposizione internazionale «I Miracoli Eucaristici nel mondo», del beato Carlo Acutis. Scheda originale su miracolieucaristici.org.