San Stanislao Kostka nacque nel 1550 a Rostkowo, a pochi chilometri da Varsavia, da una nobile e illustre famiglia polacca. Nel 1564, all'età di quattordici anni, Stanislao fu inviato a Vienna insieme al fratello maggiore Paolo per completare gli studi umanistici presso il celebre collegio dei Gesuiti. Amava immensamente lo studio, la preghiera e la vita ordinata del collegio, maturando nel cuore il desiderio della consacrazione religiosa. Purtroppo i padri Gesuiti dovettero temporaneamente cedere l'edificio del collegio, e Stanislao, suo fratello e il loro precettore furono costretti a prendere alloggio nella dimora di un nobile luterano viennese.

Nonostante le continue pressioni, i rimproveri aspri e le derisioni del fratello mondano, del precettore e dell'ospite luterano, Stanislao mantenne una condotta cristiana immacolata e serena. Accoglieva ogni umiliazione con pazienza e dolcezza evangelica, trascorrendo gran parte della notte in preghiera per i suoi persecutori. Verso i diciassette anni Stanislao fu colpito da una gravissima malattia che lo ridusse in fin di vita. Il giovane era devotamente iscritto alla confraternita di Santa Barbara, i cui membri si affidavano alla santa patrona per ottenere la grazia di non morire mai senza aver prima ricevuto la santa Comunione; e Stanislao riponeva una fede cieca in questa promessa celeste.
Poiché il proprietario della casa impediva categoricamente l'ingresso a un sacerdote cattolico con il Santissimo Sacramento, una notte il giovane svegliò commosso il precettore che vegliava al suo capezzale, esclamando: «Guarda! Ecco Santa Barbara! È accompagnata da due Angeli luminosi! Mi portano il Santissimo Sacramento!». Gli Angeli si chinarono con devozione sopra di lui e gli amministrarono la santa Comunione. Il giovane, ricolmo di pace celeste, si riaddormentò serenamente. Pochi giorni dopo, con stupore indicibile di tutti i medici, Stanislao si alzò dal letto completamente guarito, dichiarando di voler consacrare la propria vita al Signore nella Compagnia di Gesù.
Il padre provinciale dei Gesuiti a Vienna non poté accoglierlo a motivo della minore età e della fiera opposizione del padre di Stanislao. Ma il giovane non si perse d'animo e decise di mettersi in cammino verso la Germania e l'Italia: spogliatosi delle sue ricche vesti nobiliari, indossò un rozzo saio contadino e partì a piedi da solo verso Augusta, dove risiedeva il grande san Pietro Canisio, provinciale dei Gesuiti in Germania. Accortosi della fuga, il fratello maggiore lo inseguì a cavallo senza riuscire a raggiungerlo, cominciando a provare profondi rimorsi per il proprio comportamento ostile.
Nel frattempo san Pietro Canisio esaminò a fondo la vocazione del giovane e, riconoscendone la santità eccezionale, lo inviò a Roma al noviziato di Sant'Andrea al Quirinale. Nella lettera di presentazione inviata al Generale san Francesco Borgia, Canisio scrisse: «Stanislao, nobile polacco, giovane retto e pieno di santo zelo, è stato esaminato a lungo e si è mostrato costantemente esemplare nell'adempimento del proprio dovere e saldo nella vocazione. Da lui ci attendiamo grandi cose».
Testo e fotografie: esposizione internazionale «I Miracoli Eucaristici nel mondo», del beato Carlo Acutis. Scheda originale su miracolieucaristici.org.