Lo stesso sant'Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa, ci tramanda questo insigne miracolo eucaristico il cui protagonista fu il suo amato fratello Satiro, nella celebre orazione funebre De excessu fratris Satyri. San Satiro riuscì a salvarsi prodigiosamente da un tragico naufragio grazie alla potenza dell'Eucaristia. Sant'Ambrogio scrive con commozione di suo fratello: «Che cosa dovrei narrare della sua pietà e del suo culto reverente verso Dio? Un solo episodio sarà sufficiente a dimostrarlo. Molto tempo prima di essere pienamente iniziato ai sublimi misteri battesimali, fece naufragio. La nave sulla quale viaggiava si incagliò violentemente sugli scogli e le acque marine invasero ogni cosa.

Egli non ebbe alcun terrore di perdere la vita temporale, bensì temeva di abbandonare questo mondo senza essersi nutrito dei Sacri Misteri. Allora chiese con fede il Divino Sacramento a coloro tra i viaggiatori che sapeva essere battezzati; certamente non per curiosità profana, bensì per ottenere la difesa invincibile della fede cattolica. Avvolse con somma riverenza la particella consacrata in un fazzoletto di lino e se la legò stretta al collo. Si gettò quindi tra i flutti tempestosi e, afferrandosi a una tavola del relitto della nave spezzata, nuotò sicuro tra le onde, perché rivestito dell'armatura della fede pura: e non desiderò alcun'altra difesa, credendo fermamente che essa fosse sovrabbondante per essere protetto e salvato.
Contempliamo dunque insieme la grandezza della sua fortezza d'animo. Dinanzi alla nave che affondava, non cercò per primo un salvagente umano come un comune naufrago, ma attinse dal Sacramento il proprio saldo sostegno spirituale. La sua speranza teologale non lo abbandonò, la sua fede incrollabile non lo deluse. Non appena riuscì a scampare ai flutti del mare e a toccare terra ferma, riconobbe immediatamente a Quale divina Guida si fosse affidato. Posto in salvo insieme ai suoi servi, senza minimamente rammaricarsi per i beni materiali andati perduti nel naufragio, si diresse immantinente alla chiesa di Dio per rendergli solenni grazie per la salvezza ricevuta e per poter finalmente essere ammesso a conoscere i Misteri Eterni.
E proclamò apertamente che nessun dovere umano è più sacro e doveroso della gratitudine verso il Signore… Egli, che aveva sperimentato il prodigioso soccorso dei Misteri Celesti avvolti semplicemente in un panno, stimava come grazia immensamente più eccelsa il poterli ricevere nella propria bocca e accoglierli nell'intimo del proprio cuore!».
Testo e fotografie: esposizione internazionale «I Miracoli Eucaristici nel mondo», del beato Carlo Acutis. Scheda originale su miracolieucaristici.org.