Anche la ripetizione è preghiera
Il rosario sembra monotono: è proprio lì la sua forza.
Molti mettono da parte il rosario considerandolo ripetitivo: le medesime Ave Maria una dopo l'altra, simili a una nenia. Ma quella cadenza non è un limite: è il suo tesoro nascosto. Non si prega soltanto con le labbra: mentre la voce scandisce il ritmo consueto, l'animo può distendersi e contemplare.
Agisce in modo simile a una ninna nanna o alla risacca del mare: il moto regolare placa le tensioni, dissolve i rumori mentali e ti fa riposare in pace. In un mondo assetato di novità continue e sollecitazioni frenetiche, mezz'ora di quieta «monotonia» è quasi un farmaco benefico.
Non serve avvertire chissà quali sensazioni né afferrare tutto razionalmente. È sufficiente incominciare, lasciarsi cullare dal ritmo e contemplare i misteri della vita del Signore e di sua Madre. È una preghiera semplice, adatta ai piccoli; e talvolta è proprio ciò di cui si ha più bisogno.
Idea chiave
La serena cadenza del rosario placa la mente e dischiude alla contemplazione.
La tua sfida per questa idea
Recita oggi una decina del rosario con calma, senza fretta di concludere, gustando il suo ritmo pacifico.
BASATO SU
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