Parla di Dio con parole che si capiscano
Certe verità non arrivano perché si raccontano in una lingua che capiscono solo quelli di dentro.
A volte noi cristiani parliamo una lingua che capiamo solo noi: parole da sacrestia, frasi fatte, risposte di catechismo dette a memoria. Sono vere, ma non arrivano.
Parlare di Dio nella lingua dell'altro è raccontare ciò che vivi con parole tue, partire da ciò che lo preoccupa e usare esempi del suo mondo. Non è annacquare il messaggio: è farlo arrivare. Già a Pentecoste ognuno sentiva gli apostoli nella propria lingua.
Prima di spiegare qualcosa, pensa a chi ti ascolta: che cosa sa, che cosa lo preoccupa e quali parole gli suonano strane. Un amico non ha bisogno di una predica; ha bisogno di capirti.
Idea chiave
Il messaggio non cambia, ma bisogna raccontarlo nella lingua di chi ascolta.
La tua sfida per questa idea
Se oggi salta fuori un tema di fede, spiega ciò in cui credi senza usare nessuna parola che un amico non credente non capirebbe.
BASATO SU
Lo Spirito Santo →