Essere miti non significa essere deboli
«Beati i miti» non è un premio per chi si fa calpestare.
Sentendo parlare dei «miti» pensiamo a persone arrendevoli, insicure, che dicono sì a tutto per evitare guai. Ma la mitezza del Vangelo è l'esatto contrario: ci vuole molta forza per viverla. Non è apatia né vigliaccheria; è carattere padroneggiato.
Il mite non è chi non prova rabbia, ma chi la governa. Mantiene la calma senza farsi zerbino, difende ciò che va difeso senza perdere le staffe, resiste senza cedere. Questa serenità non nasce da uno scarso temperamento, ma dal dominare quello che si ha.
Per questo la mitezza si conquista, non si eredita. È la forza di chi potrebbe esplodere e sceglie di non farlo; di chi ha motivi per colpire e risponde con saldo dominio. Lungi dall'essere debolezza, è tra le forme più alte di fortezza.
Idea chiave
La mitezza non è debolezza: è forza di carattere sotto controllo.
La tua sfida per questa idea
In un momento di rabbia oggi, non sfogarla e non reprimerla: governale la direzione e rispondi con calma.
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