Il digiuno non è una dieta
Saltare il pasto senza mutare il cuore non serve a nulla.
In Quaresima si parla di digiuno e subito lo scambiamo per una dieta o una prova di resistenza: mangiare di meno, sopportare la fame. Ma il suo senso è ben altro. Gesù mise in guardia da quanti digiunavano con severità mentre il loro cuore restava lontano da Dio. Il digiuno che non muove nulla dentro si riduce a un guscio vuoto.
Privarsi di qualcosa — di cibo, di schermi, di un capriccio — vale quando crea spazio per ciò che davvero conta: pregare di più, guardare agli altri, staccarsi da ciò a cui siamo troppo aggrappati. È allenare il piccolo «no» per essere liberi nel grande «sì».
Perciò non guardare unicamente a quanto ti privi, ma per quale fine lo fai. Un digiuno vissuto con senso non ti rende intrattabile: ti rende più leggero, più padrone di te e più attento a chi ti sta accanto.
Idea chiave
Il digiuno non mira a patire la fame, ma a convertire il cuore e conquistare libertà.
La tua sfida per questa idea
Scegli oggi una piccola privazione e uniscila a un bene concreto: prega un istante o aiuta qualcuno con ciò che hai risparmiato.
BASATO SU
La mortificazione →