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Vocazione

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In questo articolo

A. Che cos'è la vocazione?

1. Che cos'è la vocazione?

È una chiamata personale di Dio per compiere una missione che abbraccia l'intera esistenza.

2. Esempi di vocazioni

Citiamone due tra le molteplici forme possibili:
  • Vocazione religiosa: in molti casi si può definire come una chiamata divina destinata a manifestare al mondo la transitorietà delle cose terrene, elevando lo sguardo dell'umanità verso i beni eterni del Cielo. Comporta un distacco dal mondo per dedicarsi prevalentemente alla preghiera e alla contemplazione.
  • Vocazione sacerdotale: chiamata divina a partecipare al sacerdozio ministeriale di Gesù Cristo, amministrando i Sacramenti e predicando la sua dottrina di salvezza.

3. La vocazione include il celibato?

Il celibato apostolico o verginità per il Regno dei Cieli è un dono prezioso e un tesoro incluso in molte vocazioni divine.

4. La vocazione è un onore o una responsabilità?

Entrambe le cose in sommo grado. È un onore immenso essere scelti dal Creatore, e naturalmente questo eccelso dono esige l'impegno fedele di compiere generosamente la missione affidata. Il Signore soccorre sempre con la sovrabbondanza delle sue grazie.

5. Una persona comune può avere una vocazione divina?

La vocazione è un dono immenso che trasforma un cristiano comune in un eletto di Dio, ma questo profondo cambiamento può avvenire interamente nell'intimo dell'anima, senza mutare la condizione esteriore. Vi sono vocazioni in cui si è chiamati a cercare la pienezza della santità proprio nella vita professionale e ordinaria di ogni giorno (si veda l'Opus Dei).

B. Com'è la vocazione?

1. Come sapere se si ha la vocazione?

Dio nostro Signore fa udire la sua voce in molti modi discreti: durante un momento di preghiera, attraverso le parole di un amico, la lettura di un libro spirituale o un incontro significativo. Di solito si accende nel cuore una santa inquietudine interiore che, se permane nel tempo, è segno eloquente che Dio chiede qualcosa di più. Naturalmente occorrerà confrontarsi con persone esperte e prudenti: per esempio, se si avverte l'attrazione verso il Carmelo, converrà parlarne con religiosi carmelitani.

2. La vocazione è una chiamata spettacolare o straordinaria?

Questa domanda può intendersi in due sensi complementari:
  • Quanto alla grandezza del dono, la vocazione è un evento sommamente meraviglioso. È un'elezione di predilezione divina che porta con sé torrenti di grazie spirituali.
  • Quanto al modo ordinario in cui la chiamata si manifesta, il Signore potrebbe scegliere segni eclatanti, ma normalmente si fa sentire come una chiamata discreta, sommessa e soave. Perché Dio rispetta infinitamente la nostra libertà; se la chiamata si imponesse con clamore spettacolare, la libertà dell'adesione personale potrebbe esserne condizionata.

3. Qual è il cammino interiore di una vocazione?

Si può riassumere in questo modo: anzitutto Dio nostro Signore dilata il cuore della persona prescelta. Questa persona scopre nel proprio intimo un ardore del tutto nuovo di amare Dio e il prossimo, e risponde con un «sì» generoso all'invito divino. Allora il Signore ricompensa il dono totale della vita infondendo le grazie proprie di quella vocazione e una capacità di donazione immensamente più grande, che Egli stesso colma della sua presenza. E il cuore trabocca di autentica gioia soprannaturale.

4. La vocazione e l'amore sono collegati?

La vocazione è intimamente legata all'amore. È la prova suprema dell'amore di Dio verso l'eletto e domanda che la persona ami Dio e i fratelli con totalità:
  • La vocazione reca con sé innumerevoli doni che costituiscono il sommo bene per la persona chiamata: chi riceve una chiamata divina può avere la certezza assoluta di essere teneramente amato da Dio.
  • La vocazione è una richiesta che esige una risposta pronta e generosa, rinunciando ad altri progetti personali pur legittimi per dedicare ogni energia alla nuova missione affidata da Dio, frutto dell'amore verso di Lui e del desiderio di servirlo.
  • La vocazione è conferita per compiere una missione feconda nel mondo, e tale missione comporta sempre il contagiare gli altri con il fuoco dell'amore divino.
  • Insieme alla chiamata il Signore infonde tutte le grazie necessarie per compiere fedelmente la missione. La vocazione dilata dunque il cuore rendendolo capace di accogliere un Amore divino immensamente più grande, da riversare poi su tutta l'umanità.

5. Quali sono i doni propri di una vocazione?

In primo luogo, una sovrabbondanza di carità di Dio nell'anima che suscita una letizia interiore profonda e una feconda capacità di trasmettere questo amore agli altri. Inoltre, con la vocazione si ricevono tutte le grazie di stato indispensabili per compiere la nuova missione: per esempio, il Papa nel momento della sua elezione riceve dal Signore il carisma dell'infallibilità dottrinale e pastorale per guidare saldamente il Popolo di Dio.

6. Che cosa accade a chi risponde negativamente alla chiamata divina?

Resta nell'animo una profonda tristezza, poiché il suo cuore era stato preparato e dilatato da Dio per accogliere una pienezza d'amore che egli ha rifiutato di colmare. È una tristezza analoga a quella dell'egoista che chiude e rimpicciolisce il proprio cuore nelle meschinità personali.

C. Come conservare la vocazione?

1. Come perseverare fedelmente nella vocazione?

Qualsiasi amore ha bisogno di essere costantemente coltivato e custodito, e a maggior ragione l'amore verso Dio. La causa primaria delle esitazioni o delle crisi di perseveranza risiede quasi sempre nell'aver trascurato la cura assidua della vita interiore (la preghiera quotidiana, la pietà sincera, l'offerta generosa dei sacrifici ordinari). E la via per risolverle efficacemente consiste nel ricentrare nuovamente con decisione il proprio cuore verso il Signore.

2. Quali sono i motivi per cui si abbandona una vocazione?

Il motivo cardine è il raffreddamento graduale dell'amore verso Dio. A questa causa prima possono aggiungersi fattori secondari, che consistono quasi sempre in attaccamenti terreni disordinati in cui il cuore resta impigliato: principalmente il disordine affettivo o sessuale, l'ambizione professionale e l'attaccamento ai beni materiali. Il cuore che smette di vigilare e di amare Dio viene presto catturato da altre lusinghe. Se non si coltivano la visione soprannaturale e la grazia, si finisce per credere ingannevolmente che vi siano cose più attraenti e preziose dell'elezione divina.

3. Un esempio di sguardo terreno e sguardo soprannaturale?

L'apostolo San Giovanni, per amore di Cristo, abbandonò la barca e una fiorente impresa di pesca con garzoni al suo servizio. Sotto una prospettiva puramente mondana la sua scelta apparve un'autentica follia economica, avendo rinunciato a beni certi. Tuttavia, nella prospettiva eterna del Cielo, la sua sequela di Cristo fu il più inestimabile e fecondo di tutti i tesori.

4. Un altro esempio?

Gesù, Maria e Giuseppe nella loro casa di Nazaret non si distinsero per grandi ricchezze materiali né per carriere professionali prestigiose agli occhi del mondo. Eppure furono le persone più sante, limpide e felici che abbiano mai camminato sulla faccia della terra. Il segreto supremo della vera gioia risiede nell'amore incondizionato a Dio.

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