A. Giorni precedenti
1. In ospedale (marzo 2005)
2. Domenica di Risurrezione (27.III)
3. Grave (venerdì 1.IV)
A Roma, la gente accorreva spontaneamente in Piazza San Pietro per raccogliersi in preghiera. Verso le otto di sera, circa 50.000 persone pregavano in un silenzio commosso con lo sguardo rivolto verso le finestre dell'appartamento papale. Si udiva soltanto il suono delle fontane. Moltissimi stringevano tra le mani candele accese e immagini di San Giovanni Paolo II.
4. I Rosari (venerdì 1.IV)
Nel frattempo, il Papa era pienamente cosciente e sapeva ciò che stava avvenendo nella piazza sottostante. Con grandissima fatica, mormorò parole rivolte proprio ai giovani: «Vi ho cercato; adesso voi siete venuti da me, e per questo vi ringrazio».
5. Morte di San Giovanni Paolo II (sabato 2.IV)
In Piazza San Pietro affluivano folle immense e si susseguivano le corone del Rosario. Al calare della notte vi erano oltre 100.000 persone. Dagli altoparlanti si annunciò che a mezzanotte si sarebbe recitato un altro Rosario. All'improvviso, alcune luci delle stanze papali si spensero e altre si accesero. Un fremito di trepidazione percorse la piazza: qualcosa stava accadendo. Al microfono fu chiesta un'ulteriore intensificazione della preghiera, e si iniziarono a recitare Ave Maria senza sosta, una dopo l'altra, senza annunciare i misteri. Dopo il Gloria al Padre, un monsignore prese la parola e pronunciò le parole storiche: «Alle 21.37, il nostro amatissimo Santo Padre Giovanni Paolo II è tornato alla casa del Padre».
Un silenzio solenne e commosso scese all'istante su Piazza San Pietro, mentre l'intera folla si inginocchiava. Seguì il canto solenne della Salve Regina. Poi silenzio, lacrime e preghiere sommesse. Poco dopo iniziò un nuovo Rosario, mentre la piazza continuava a riempirsi senza sosta. La notizia fece il giro del pianeta in pochi minuti, suscitando ovunque il dolore intimo e universale per la perdita di una persona profondamente amata.
Come furono gli ultimi istanti del Papa? Poco prima di spirare, alzò la mano destra e abbozzò un gesto di benedizione rivolto verso la finestra che dava sulla piazza. Pochi istanti dopo sussurrò «Amen» e rese l'anima a Dio.
B. Giorni successivi alla sua morte
1. Il giorno seguente (domenica 3.IV)
In quella stessa domenica, le vie di Roma si riempirono di manifesti di commiato e di gratitudine a San Giovanni Paolo II. Sopra il ritratto del Papa campeggiava la parola: «Grazie». In calce all'immagine era scritto: «Roma piange e saluta il suo Papa».
Nel pomeriggio della domenica, l'atmosfera in piazza si era fatta più serena, mentre la folla continuava a crescere a dismisura. Moltissimi fedeli recitavano il rosario, guidato a tratti attraverso gli altoparlanti della basilica.
2. Dalla Sala Clementina alla Basilica di San Pietro (3-4.IV)
San Giovanni Paolo II era rivestito dei paramenti liturgici con la casula rossa e teneva tra le mani una grande corona del Rosario. Il volto appariva visibilmente dimagrito a causa delle ultime sofferenze, ma rifletteva una pace e una serenità straordinarie, le stesse che avevano contraddistinto tutta la sua esistenza terrena.
Lunedì alle cinque del pomeriggio, il feretro fu portato a spalla in solenne processione verso la Basilica di San Pietro. Durante il tragitto attraverso una porzione della piazza, un applauso ininterrotto e commosso accompagnò il passaggio della bara. La salma fu collocata al centro della basilica, davanti al maestoso baldacchino del Bernini; alle nove di sera furono aperte le porte e l'immensa fila di pellegrini cominciò ad avanzare.
3. La fila
Pregare, cantare e meditare in silenzio era la costante durante la lunghissima attesa, insieme alla condivisione di ricordi e aneddoti sul Papa. Passando accanto all'obelisco della piazza, innumerevoli persone lasciavano fiori, poesie, biglietti, ceri accesi e fotografie. All'interno della basilica regnavano un raccoglimento e una pietà profondi, accompagnati dal canto di inni sacri e delle litanie. Giunti davanti al catafalco del Papa, la fila si divideva in due corsie, consentendo ai fedeli di sfilare a sinistra e a destra prima di uscire dalle navate laterali. Molti si trattenevano ancora qualche istante all'interno della basilica, quasi a voler custodire nel cuore quel momento irripetibile prima di uscire. Tutti sentivano che l'attesa era valsa infinitamente la pena.
Si calcola che abbiano sfilato davanti alla salma oltre due milioni di persone. L'ultimo pellegrino a passare fu un bambino romano di due anni di nome Nicolò.
4. I funerali (venerdì 8.IV)
Le autorità civili e le forze dell'ordine di Roma compirono uno sforzo immane per gestire l'afflusso senza precedenti ed evitare il blocco totale della città. Vennero allestiti oltre 20 maxischermi nei grandi parchi e nelle piazze della capitale. La cittadinanza romana fu invitata ad accogliere i pellegrini nelle proprie case. Fu interdetta la circolazione ai veicoli privati e furono chiusi uffici pubblici, scuole ed esercizi commerciali, mentre nel resto d'Italia la giornata lavorativa procedeva regolarmente.
Poco prima dell'inizio delle esequie, all'interno della basilica, ebbe luogo il rito solenne della chiusura della bara di cipresso. Successivamente, la salma di San Giovanni Paolo II fu portata in processione sul sagrato della piazza e deposta su un semplice tappeto davanti all'altare. Durante la cerimonia, le strade di Roma erano completamente deserte: l'intera popolazione seguiva la liturgia attraverso la televisione o radunata davanti ai maxischermi delle piazze, vivendo l'evento con la stessa intensità di chi era presente in San Pietro.
Una brezza costante sfogliava le pagine dell'Evangeliario collocato aperto sopra la bara. Al termine della Messa, una raffica di vento chiuse definitivamente il libro dei vangeli. I sediari sollevarono la bara per ricondurla all'interno delle Grotte Vaticane, accompagnati da un'interminabile e commossa ovazione della folla. Proprio sulla soglia d'ingresso della basilica, i portatori si voltarono compiendo un ultimo gesto di saluto e presentazione di San Giovanni Paolo II al suo popolo. Seguirono ulteriori applausi scroscianti, commozione e lacrime. Poi, un milione di persone rimase immerso in un silenzio profondo. Un grande vuoto umano, colmato dalla preghiera e dalla speranza cristiana.