Nessuna vita è di troppo
Nessuno ha l'autorità di decidere quale vita valga e quale no.
È forte la tentazione di misurare il valore di una vita da ciò che produce: se è attiva, sana, utile o desiderata. La dignità di una persona, però, non dipende da questo. Vale per ciò che è, fin dal suo primo istante, non per il rendimento o per la conformità ai piani altrui.
Quando si comincia a stabilire quali vite meritino considerazione — quella del non nato, del malato grave, dell'anziano o di chi è d'ingombro —, si incrina un principio fondamentale: il rispetto della vita come confine invalicabile.
Difendere questo principio non è fanatismo: è proteggere i più deboli, coloro che non possono difendersi da sé. Una società si giudica da come accoglie il più fragile, non da come esalta il più forte.
Idea chiave
La dignità della persona non dipende dall'utilità: nessuna vita è di troppo.
La tua sfida per questa idea
Tratta oggi con speciale cura qualcuno «poco produttivo» per il mondo: un malato, un anziano o una persona fragile.
BASATO SU
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