La domanda «cosa mi manca?» può aprire una vita nuova
Aver fatto molto non impedisce al cuore di avvertire l'anelito a un dono più profondo.
Il giovane ricco aveva custodito con fedeltà i comandamenti eppure avvertiva un'assenza interiore. Avrebbe potuto zittire quella tensione interiore paragonandosi a quanti si impegnavano meno. Scelse invece di osare una domanda sincera.
Chiedersi «cosa mi manca?» non svaluta il tragitto già compiuto. Apre uno spiraglio per scorgere un attaccamento nascosto, una vocazione o una virtù non ancora sbocciata. La risposta potrebbe non consistere nel caricarsi di ulteriori compiti materiali.
Esiste anche il pericolo di formularla a partire da un rigido perfezionismo, vivendo in un'ansiosa autoanalisi. Per questo motivo va pronunciata sotto lo sguardo colmo d'amore di Cristo. Non è «come posso risultare inappuntabile?», bensì «quale passo d'amore mi stai invitando a compiere adesso?».
Idea chiave
L'inquietudine di crescere diventa feconda quando domanda a Cristo un passo d'amore, non una perfezione ansiosa.
La tua sfida per questa idea
Poni oggi questa domanda nella preghiera e prendi nota di un solo passo concreto, sobrio e attuabile che si mostri chiaramente.
BASATO SU
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