Adempiere da impiegato non è vivere da figlio
Puoi obbedire a Dio per anni e continuare a credere di doverti guadagnare la casa.
Il fratello maggiore dice: «Sono tanti anni che ti servo». Parla come un dipendente che presenta il proprio curriculum, non come un figlio consapevole che tutto ciò che appartiene al padre è anche suo.
Il suo adempimento ha perso la relazione.
La vita di fede può ridursi a questo: preghi, esegui e aiuti, ma dentro di te attendi una retribuzione emotiva. Quando sopraggiunge una difficoltà o un altro riceve misericordia, senti che Dio non ha rispettato il conto. Vivere da figlio non toglie l'impegno. Ne muta la radice. Non lavori per acquistare un posto in casa, ma perché già ne fai parte e desideri collaborare con il Padre. L'obbedienza cessa di essere una fattura e torna a essere una risposta.
Idea chiave
La filiazione trasforma l'obbedienza: non compri l'amore di Dio, rispondi a partire da un amore ricevuto.
La tua sfida per questa idea
Compi oggi una pratica di fede dicendo prima: «Non faccio questo per guadagnarmi il tuo amore, ma perché sono tuo figlio».
BASATO SU
Filiazione divina →