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Marijuana, spinello

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In questo articolo

A. Effetti della marijuana

1. Che cos'è la marijuana?

È una pianta (cannabis sativa) con gli effetti tossici di una droga, perché contiene una sostanza chimica chiamata delta-9 tetraidrocannabinolo (THC). Per ottenere la droga si può usare l'intera pianta. Le foglie danno il kifi, dai fiori si ottiene la grifa, e con la resina dei fiori si forma l'hashish. Le sigarette di marijuana vengono di solito chiamate spinelli.

2. Effetti della marijuana

- Gli effetti dipendono dalla concentrazione di thc, dalle caratteristiche e dagli enzimi di ogni persona, dalla via di assunzione e dall'esperienza, perfino dall'ambiente. I suoi effetti sono peggiori nei giovani. Alcuni effetti della marijuana sono immediati, altri compaiono con l'uso continuato.

3. Effetti immediati della marijuana

(variano):
  • A volte c'è euforia e irrealtà; altre volte difficoltà di attenzione e paure.
  • Poi si altera la percezione sensoriale; compare un eccesso di sensibilità e suggestionabilità che produce alti e bassi e cambiamenti d'umore. La marijuana diminuisce il controllo affettivo con perdita di dominio di sé. Disturba il cervello originando una situazione di riso sciocco con lo sguardo perso, fantasie, disorientamento, perfino allucinazioni.
  • Più avanti compaiono trascuratezza, indifferenza, apatia, perdita di energia per muoversi, mancanza di slancio e di motivazione, che invitano a prendere di nuovo la droga.

4. Effetti secondari della marijuana

(anche questi variano):
  • effetti fisici: la marijuana deteriora i polmoni e le cellule, soprattutto i globuli bianchi e gli spermatozoi. Accelera il battito. Diminuisce le difese. Danneggia la gola (faringite, tosse). Un solo spinello lascia nei polmoni più catrame di diverse sigarette, tra l'altro perché si fuma senza filtro (bronchite, asma).
  • effetti psichici: la marijuana distorce la percezione rovinando la sensibilità, diminuisce la memoria e la volontà, rende difficile pensare, imparare e prendere decisioni, produce ansia e aggressività alterando l'equilibrio psichico. Fa perdere interesse e motivazione per le cose normali (vita, igiene...) per concentrare l'attenzione sulla droga e sui suoi rituali. La marijuana crea dipendenza psichica diminuendo la libertà mentre il soggetto pensa che accada il contrario. Causa danni cerebrali. Aumenta il disordine personale e si deteriora l'aspetto esterno.
  • effetti sociali: la marijuana produce dispiaceri familiari, instabilità lavorativa, perdita di capacità professionali, atti delittuosi, propagazione della droga, isolamento in gruppi di tossicodipendenza. La marijuana è il passo previo verso droghe più forti (spesso basta che uno del gruppo inizi).
  • Un dato curioso: la parola assassino procede dall'arabo hassasin che significa i bevitori di hashish. Non è che i fumatori di spinelli siano assassini, ma il dato è significativo: la marijuana non è affatto uno scherzo.

5. Come si comincia a prendere marijuana?

I motivi per iniziare sono simili a quelli delle altre droghe (imitazione, essere di moda, desiderio di dimenticare i problemi, ecc.). Di solito si comincia con un tiro o uno spinello che ti regalano. Il passo successivo è comprare: così uno entra di più nell'ambiente, imparando nuovi modi di drogarsi. Poi si passa a vendere, ecc.

6. Come smettere di prendere marijuana?

La marijuana indebolisce la volontà e crea dipendenze psichiche; per questo e costoso smettere. Per riuscirci si raccomanda: tenere occupato il tempo, tagliare con gli ambienti della droga e cercare l'appoggio di qualcuno (vedi il tema droghe). Ma la cosa migliore e non iniziare a prenderla. Me lo ripetono diversi amici che hanno smesso con la droga: per smettere il meglio e non cominciare, e per non cominciare il meglio e non andare con gente che si droga; e non stare a farsi dubbi.

7. Tutti questi effetti si producono fumando poca marijuana?

Non sempre si presentano tutte le conseguenze, e naturalmente gli effetti della marijuana sono minori se se ne fuma meno, è logico. Ma non bisogna dimenticare che i neuroni danneggiati si rigenerano con difficoltà, e un solo spinello colpisce il cervello, come chiunque può notare.

8. Come si conoscono gli effetti della marijuana?

Ci sono due o tre modi per conoscerli: fare una ricerca propria, studiare ciò che altri hanno indagato seriamente, o mescolare entrambi i sistemi. Invece, fidarsi di uno o due casi privati e poco preciso, perché gli effetti a volte variano.

9. È necessario fumare marijuana per conoscerne gli effetti?

No, no. Un medico non ha bisogno di ammalarsi per conoscere gli effetti di una malattia, basta analizzarli nei suoi pazienti o imparare da altri medici che li abbiano studiati.

10. Gli effetti della marijuana nel cervello durano molto?

(Questa domanda arriva dal Messico). Gli effetti variano da persona a persona. Riguardo ai danni cerebrali si può dire:
  • La marijuana colpisce il cervello dopo pochi minuti dal suo uso. Questo e molto evidente.
  • La marijuana (il THC) si elimina con difficoltà e impiega circa un mese a scomparire. Gli effetti cerebrali diminuiscono man mano che viene eliminata.
  • Il cervello è capace di adattarsi e di usare altre connessioni neuronali quando alcuni neuroni restano danneggiati. Per questo alcuni studi mostrano l'assenza di effetti passato un mese, mentre altri studi parlano, per esempio, di malattie psicotiche più frequenti nei consumatori di marijuana.

B. Alcuni studi sulla marijuana

1. Marijuana e memoria a breve termine

- Nel 1989, Schwartz e collaboratori condussero un test su questo tema tra giovani di circa 16 anni con quoziente intellettivo simile. Il gruppo dei consumatori abituali di marijuana ottenne risultati marcatamente inferiori rispetto ai non consumatori nell'apprendimento verbale e nella memoria a breve termine.

2. Marijuana e attività psicomotoria

- Nel 1991 fu riunito un gruppo di dieci piloti esperti e furono addestrati su un simulatore di volo. Il test consisteva nell'effettuare una manovra complessa che richiedeva di compiere curve, virate e mantenere la quota. I piloti fumarono marijuana e furono sottoposti a test a 1, 4, 8 e 24 ore di distanza. Tutti commisero errori anche 24 ore dopo aver fumato, pur affermando di sentirsi in perfette condizioni.

3. Marijuana e schizofrenia

- Uno studio svedese durato 15 anni su un campione di 55.000 militari ha dimostrato in modo inequivocabile che i consumatori abituali di marijuana hanno una probabilità sei volte superiore di sviluppare patologie schizofreniche rispetto ai non consumatori.

4. Marijuana e invecchiamento cellulare e cerebrale

- Il Premio Nobel dottor Julius Axelrod ha scoperto che il tasso di rigenerazione cellulare nei consumatori abituali di marijuana è meno della metà di quello normale. Sir William Paton, professore emerito di farmacologia all'Università di Oxford, ha accertato che l'atrofia cerebrale riscontrata nei giovani consumatori abituali di marijuana è equivalente a quella fisiologica di anziani di 80 anni.

5. Informazioni sulla marijuana fornite sui siti web di diversi governi

  • L'Istituto Nazionale sulla Tossicodipendenza degli Stati Uniti: www.drugabuse.gov.
  • Il Ministero della Sanità del Governo di Spagna: Piano Nazionale sulle Droghe.

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